Quando cambiare i filtri nei depuratori ad osmosi inversa

Appena si acquista un depuratore d’acqua ad osmosi inversa si è colpiti dalla qualità dell’acqua che viene erogata, dalla sua purezza e dalla sua capacità di rinfrescare l’organismo. Quando si fa questo passo, è meglio informarsi sulla manutenzione che richiede e il dispendio in termini di tempo e di costi da sostenere.

Per mantenere l’impianto in perfette condizioni ed in grado di ripetere all’infinito il suo lavoro, occorre provvedere ad una manutenzione che riguarda la pulizia e il cambio dei suoi componenti. L’individuazione della corretta procedura dipende dal tipo di depuratore che si è scelto, poiché non tutti hanno gli stessi componenti, anche se ci sono dei punti di base in comune.

Depuratore osmotico più venduto

I componenti di un impianto di depurazione ad osmosi inversa

La maggior parte dei depuratori ad osmosi inversa parte da un filtro meccanico per trattenere le particelle di più grandi dimensioni. Dopo questa operazione il flusso di acqua passa attraverso un filtro ai carboni attivi nel quale le particelle disciolte si legano parzialmente con gli elementi del filtro mentre l’acqua viene addolcita. L’acqua continua il suo percorso nella membrana osmotica in cui avviene la separazione tra l’acqua pura e lo scarto che viene immesso direttamente nello scarico.
Praticamente tutti questi sistemi di filtraggio sono inseriti all’interno di cartucce, ognuna delle quali ha il suo tempo specifico di sostituzione.

Con l’andare del tempo tutte le tipologie di filtro perdono parzialmente il loro effetto e la loro minore efficacia a volte si può constatare direttamente osservando o assaggiando l’acqua che sgorga dal rubinetto, mentre in altri casi, il cambiamento non è così immediatamente percettibile dal punto di vista organolettico. Si tratta, in ogni caso, di un cambiamento graduale e per questo motivo è difficile che l’utente se ne accorga.

Per valutare in modo obiettivo la qualità dell’acqua può essere utile avvalersi di un misuratore di residuo fisso e di un foglio (elettronico o cartaceo) in cui prendere nota dei risultati dei test da ripetere regolarmente, ad esempio una volta al mese. Questa sarà una guida sicura per valutare se è il momento di intervenire.

Il primo filtro, quello meccanico, non è sempre presente e spesso è semplicemente da lavare sotto l’acqua corrente o da immergere in aceto bianco per un paio d’ore per farlo tornare in perfetta forma. Nel seguito ci si concentra sugli altri due filtri e su una pratica che deve essere svolta regolarmente: la sanificazione.

I filtri a carboni attivi

Il filtro a carboni attivi serve a preparare l’acqua all’osmosi inversa e addolcisce l’acqua contrastando il calcare. Come si sperimenta facilmente con una semplice caraffa filtrante, il sapore dell’acqua migliora notevolmente testimoniando la sua efficacia. La durata del filtro di un depuratore è indicata nel libretto di istruzioni del depuratore in cui è anche specificato il tipo di filtro che deve essere montato. La durata media è di sei mesi, periodo che dipende, oltre che dalla qualità del filtro, anche dal numero di litri d’acqua che vengono fatti transitare attraverso lo stesso.

Questa è una misura più precisa del momento in cui si deve sostituire questo pezzo e, per questo motivo, sull’elettrodomestico c’è spesso un contalitri da cui si può controllare la necessità di provvedere alla sua manutenzione o meno. Se si è utilizzato il misuratore di residuo fisso, si vedrà progressivamente aumentare questo man mano che si esaurisce l’efficacia dei carboni attivi. Questa differenza apparirà ancora più evidente con l’invecchiamento della membrana osmotica.

Il cambio del filtro può essere solitamente effettuato in autonomia da chi utilizza il depuratore, ma alcuni modelli sono studiati per richiedere l’intervento dell’installatore. In alcuni casi è necessario acquistare dal produttore dell’elettrodomestico la cartuccia, mentre in altri casi l’apparecchio monta cartucce universali. Il carbone attivo all’interno è ovviamente uguale per tutti i modelli, ma possono essere diversi gli attacchi, forzando all’acquisto del kit di manutenzione. Prima di effettuare qualsiasi scelta è opportuno verificare le caratteristiche tecniche che devono avere i ricambi.

Dopo il cambio della cartuccia bisogna provvedere alla sanificazione dell’apparecchio e far scorrere diversi litri d’acqua per un risciacquo completo.

La membrana

Il cuore di un depuratore ad osmosi inversa è la membrana osmotica che ha una durata di qualche anno. Anche in questo caso non si può essere precisi con i tempi che dipendono, oltre che dal numero di litri d’acqua erogati come nel caso del filtro a carboni attivi, anche dalle particelle contenute nell’acqua dell’acquedotto. La necessità di sostituire la membrana osmotica deriva proprio dalla sua saturazione. Il suo compito è, infatti, quello di trattenere le molecole che non possono passare attraverso le sue maglie per le sue peculiari caratteristiche. La maggior parte dei residui viene trascinata via con una parte di acqua nello scarico, ma alcune particelle rimangono appiccicate alla membrana.

Con l’andar del tempo le scorie si accumulano e il filtro si riempie. L’utilizzatore del depuratore si accorge che è giunto il momento di provvedere alla sostituzione della membrana perché il flusso di acqua erogato diminuisce. Per le sue caratteristiche non è possibile procedere ad un lavaggio e ad un ripristino della membrana che deve essere sostituita. Questo è sicuramente il pezzo più costoso del macchinario, anche se la spesa è da affrontare in media ogni cinque anni. Anche dopo la sostituzione della membrana occorre provvedere alla sanificazione e ad un approfondito risciacquo del macchinario.

La sanificazione

Si è ripetuto più volte che è necessario sanificare il depuratore. Per la sua stessa struttura è bene provvedere in occasione del cambio dei filtri, ma questa operazione si può ripetere anche senza cambiare i filtri, ed è necessaria se non si è utilizzato l’apparecchio per un certo periodo di tempo, come può succedere in una seconda casa.

La sanificazione si effettua con l’introduzione di amuchina all’interno del circuito, attraverso un’apposita apertura che permette di addizionarla. Si dovrà attendere il tempo di posa (sarà necessaria almeno mezz’ora) e in seguito risciacquare lasciando scorrere molta acqua in modo che il disinfettante sia eliminato completamente.

L’utilizzo dell’amuchina serve per una disinfezione completa.Il compito del depuratore è quello di eliminare microbi e altre particelle che si preferisce distruggere e queste saranno senza dubbio presenti all’interno dei tubi di collegamento e nei filtri stessi. Quando si provvede alla sanificazione, si deterge in parte anche la membrana osmotica facilitando il trascinamento dei residui verso lo scarico e viene disinfettata anche la tubatura che porta verso l’eliminazione delle scorie.

Quando si decide di installare un depuratore d’acqua, si va incontro ad una spesa importante, anche se può essere facilitata dagli incentivi statali. Manutenere nel modo migliore il proprio apparecchio è conveniente perché faccia adeguatamente il suo lavoro e mantenga la sua funzionalità il più a lungo possibile. In caso di incertezza è meglio rivolgersi al personale specializzato messo a disposizione dal venditore dell’impianto, ma imparare almeno le manutenzioni più semplici facilita la possibilità di svolgerle più sovente e di non dipendere dalla disponibilità degli altri.

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