Cosa elimina un depuratore ad osmosi inversa

L’osmosi inversa è un meccanismo molto importante che rimuove quelli che sono le contaminazioni dell’acqua non filtrata, questo avviene perché nei dispositivi è presente un filtro che funge da membrana semi permeabile attraverso il quale l’acqua scorre e si purifica, andando a produrre acqua potabile pulita. L’acqua dolce che viene prodotta e chiamata anche permeato, mentre quella che rimane è definita rifiuto o salamoia. Siccome l’osmosi inversa va a bloccare tutti i sali tossici, l’acqua diventa molto più concentrata. In questo articolo andremo a capire nel dettaglio cosa effettivamente un depuratore ad osmosi inversa può eliminare e se si tratta di un meccanismo davvero efficace nella rimozione dei batteri.

Depuratore osmotico più venduto

L’osmosi inversa rimuove tutti i batteri?

Una delle domande che la maggior parte delle persone che hanno intenzione di acquistare un depuratore ad osmosi inversa si pone è: quanto effettivamente i batteri vengono rimossi e in quale quantità. Per decenni, la filtrazione ad osmosi inversa dimostrato di non avere rivali, perché si tratta di uno dei metodi più economici per purificare l’acqua. Secondo alcune ricerche che sono state condotte, questo processo è in grado di rimuovere circa il 95% o il 99% dei solidi dissolti e circa il 99% di tutti i batteri che sono presenti all’interno dell’acqua, andando quindi a fornire un elemento sicuro e puro, infatti in alcuni casi e anche possibile bere l’acqua.

Per questo motivo è diventata la tecnologia di filtrazione in assoluto più utilizzata, anche a livello industriale, nel settore biomedico e farmaceutico.

Cosa non viene rimosso mediante l’osmosi inversa?

I filtri lo smossi in versa sono spesso pubblicizzati come i migliori tipi di filtri che sono presenti sul mercato, da questo si può intuire che nell’acqua non rimarrà nessun impurità ma verrà tutto rimosso, ma c’è da sapere che non sempre così. Questo perché anche se l’acqua viene depurata correttamente possono rimanere sempre dei residui. Siccome alcuni contaminati risultano essere particelle molto più piccole della molecola di H2O, l’osmosi inversa non sempre fornisce acqua priva di impurità. Ad esempio se si utilizza un filtro medio è molto probabile che possano rimanere delle tracce di pesticidi, erbicidi e altri prodotti per il trattamento agricolo come i fungicidi.

Continuando con le particelle che possono rimanere in parte all’interno dell’acqua, abbiamo anche i gas disciolti come ad esempio il solfuro di idrogeno. Non bisogna sottovalutare i composti organici, ad esempio è molto probabile che è un filtro medio non abbia la capacità necessaria per andare ad eliminare completamente il cloro presente nell’acqua, anche se questo dipenderà in gran parte dalla concentrazione presente nella fornitura dell’acqua che si possiede nella propria abitazione.
Con questo non vogliamo dire che il sistema ad osmosi inversa non è utile o che l’acqua non può essere utilizzata a scopi alimentari, ma è di fondamentale importanza sapere quali sono i meccanismi che si trovano alla base del processo ed eventuali residui che possono rimanere.

Come funzione l’osmosi inversa?

L’osmosi inversa è un processo quindi che porta alla separazione dei corpi estranei dall’acqua. Le membrane permettono non solo il passaggio dell’acqua, ma trattengono gli elementi come i minerali disciolti e i batteri. Una membrana osmotica è costituita da un’anima centrale e tutto intorno vi è avvolta a spirale una tela in materiale sintetico.

Generalmente i filtri sono diversificati in base alla grandezza, tutti devono necessariamente seguire gli standard espressi in pollici (ad esempio un filtro 4040 corrisponde ad una lunghezza di 40 pollici ad una larghezza di 4 pollici), ma si distinguono anche a seconda della capacità di produzione. L’acqua prodotta viene spinta nella membrana da una pompa, che esercita una grande pressione fino ad ottenere due flussi in uscita. Una parte di acqua in ingresso che attraversa la membrana, mentre la restante parte è dovuto all’accumulo di tutti i batteri e deve essere scartata.

Tutti i vantaggi dell’osmosi inversa

Sono tanti vantaggi che possono essere ricavati dall’uso del sistema di trattamento all’osmosi inversa. Innanzitutto vi sono dei risparmi sostanziali sui costi, infatti non bisognerà più acquistare delle confezioni di acqua in quanto quella prodotta dal dispositivo può anche essere utilizzata per bere, vi è anche un miglioramento dell’efficienza energetica siccome i sistemi non consumano molta energia.

Un altro vantaggio e sicuramente ritrovato all’interno del potenziamento delle prestazioni complessive del sistema, inoltre l’acqua depurata è disponibile 24 su 24 e tutti i giorni della settimana. Per concludere questo paragrafo si vantaggi dell’osmosi inversa, è molto importante sapere che la manutenzione dei sistemi di produzione è ridotta al minimo, ma i filtri devono essere cambiati con periodicità in quanto possono produrre acqua non molto gradevole da bere.

Si può davvero bere l’acqua prodotta mediante l’osmosi inversa?

Ognuno di noi si è posto il dubbio: come possiamo realmente fidarci dell’acqua depurata prodotta dei dispositivi che sono oggi in commercio? L’acqua è un elemento essenziale che fa parte della vita di tutti giorni, però per questo motivo è fondamentale che sia pulita e depurata. A fronte di questa esigenza molte aziende italiane si sono dedicate alla produzione di sistemi di micro filtrazione e osmosi inversa. A differenza di tutti gli altri sistemi, quella lo smossi inversa non avviene con un sistema meccanico, ma intervengono vari meccanismi di diffusione e distruzione che permettono di andare ad agire anche sul piano ionico.

Ma effettivamente quanto è pura l’acqua che beviamo? Si può davvero bere l’acqua prodotta mediante l’osmosi inversa? Ci sono vari passaggi che devono essere effettuati per una depurazione corretta, ma molte ricerche ed esperti hanno dimostrato come l’osmosi inversa sia ottima per produrre acqua da bere, infatti questo sistema viene utilizzato anche negli ospedali. Nella prima fase l’acqua passa da rubinetto attraverso un filtro prodotto in sedimenti di carbonio e vengono eliminate tutte le impurità e i batteri più grandi, quindi quelli molto sottili riescono ancora a sopravvivere.

Dopo questo processo entrano in gioco le membrane dell’osmosi inversa che riescono ad intercettare anche le più piccole particelle di calcare, di metalli pesanti o pesticidi. Nell’ultimo passaggio invece, l’acqua inizia a scorrere in corrispondenza di una lampada UV che deve necessariamente seguire tutte le normative locali per essere in regola. Le tre fasi prendono rispettivamente il nome di voritcazione, mineralizzazione ed energizzazione.

Prima di procedere con l’acquisto è impostante sapere che i sistemi hanno varie fasce di prezzo, ma bisogna scegliere quello che maggiormente soddisfa le proprie esigenze e ha un serbatoio tale da poter essere utile per tutto il nucleo familiare.

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